sabato, 04 luglio 2009

la doccia gelata

la doccia fredda
quando la fai resti sempre un po' intorpidito
e a volte, se fa caldo, ci sta anche che ne godi
la doccia gelata invece senti proprio che ti prende a calci in faccia
per un tot di chilometri
suddivisi per un numero x di giorni
dove x è il fattore che più che essere il "fattore che non ti aspettavi"
è il "fattore che ci speravi che non fosse così"

porcaccia
miseria
ladra

scritto da: antimateria alle ore 04/07/2009 20:41 | link | commenti (2)
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la fornicazione dell'insetto [produzioni notturne]





il mio sogno...
il mio sogno è un deserto e devo pur appigliarmi a qualcosa.
mi ritrovo a pulire ogni foglio scritto o disegnato in precedenza.
mi serve carta pulita.
non ne posso fare a meno.
ed ogni nuovo calcolo mi opprime.
è sadico non sapere quale sia l'ingiusto risultato.
il mio algoritmo...
quale procedura?

mi ritrovo a disegnare insetti.
terribili.
voluttuosi.
si accoppiano come se fossero umani.
hanno apparati genitali.
li usano come se fosse arte il loro unirsi e come se l'impossibilità di esprimersi producendo onde sonore, fosse il loro unico, autentico, peccato.
ma sono in procinto di dar voce alla mia pelle.
continuar dalla pergamena al mio braccio mi è vitale.
doloroso forse...
salir verso la spalla, il collo, l'orecchio... con la china disegnarne, sotto il padiglione auricolare, il più disgustoso.
non dovrebbe esser così complicato convincervi di quale autocoscienza egli sappia far propria: ogni insetto è sessualmente "contestualizzAbile".
non ho neanche da spiegargli cosa fare del mio orecchio.
ed il suo penetrare non è che l'unica soluzione del problema.
ecco il mio algoritmo.
ecco la mia procedura.
provo il dolore peggiore che qualsiasi essere incorruttibile abbia mai provato.
ma ho solo il sangue a testimoniarlo.
il demonio si fa strada oltre al timpano, vicino al nervo acustico.
e lì risiede.
dorme.
si nutre.
da lì comincia a ordinarmi.
non è detto che ogni sua parola sia legge.
di certo, per certo... un buon consiglio.
ma il dolore non svanisce...

scritto da: antimateria alle ore 04/07/2009 10:10 | link | commenti
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giovedì, 02 luglio 2009

jacob, fratello

credi in me
questa notte ti renderò il tuo 1979
nel tuo sopportare la mia stessa nascita tardiva
senza luce
questa notte
vorrei stringerti nel mio stomaco
sentirmi madre e fratello
noi che non avremo mai grembo
nella terra in cui abbiamo conquistato la nostra dipartita
credi in me
questa notte
distruggerò il tempo che ci ha diviso
ancora
noi che non abbiamo neanche la vita a renderci simili
sopravvivi in me
nei miei occhi imperfetti

scritto da: antimateria alle ore 02/07/2009 23:44 | link | commenti
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noi non lo sapremo

su questa pietre che scivolano sotto ai miei passi
seguo il tuo cammino che procede verso altri occhi
e vorrei esser fatto della stessa roccia che calpestiamo
perdurare in una compostezza che non mi appartiene, in tua presenza
e misurarmi con l'impossibilità di vederti, come ogni oggetto inanimato
ma questi occhi sono per l'avvicinarsi della tua figura scolpita in lontananza
questa vista non perfetta è per il mondo che va a fuoco fuori da questa stanza
il letto che ritrovo sotto la mia schiena mi rivela il peso di respiri senza parole che li possano accompagnare
interi mondi esplodono in questo ignoto richiamo
e forse noi non lo sapremo

scritto da: antimateria alle ore 02/07/2009 01:49 | link | commenti
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mercoledì, 01 luglio 2009

tre ore al diluvio
non per niente, non riesco a farle venir fuori
composto
inutilmente composto
"l'inutile mente"
composto
seduto al mio posto
tre ore al diluvio, dentro

scritto da: antimateria alle ore 01/07/2009 04:18 | link | commenti (1)
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martedì, 30 giugno 2009

l'invito per il tè

ovvero "muore, lo imbalsamano e lo mettono sulla porta di casa a stringere la mano agli ospiti"


- senti, a me mette a disagio. io non entro.
- ti prego! non cominciare a far storie, eh!
- ma no... guarda... ecco io... io non gliela stringo la mano come se mi avesse appena invitato ad entrare in casa sua.
- ma non vedi che lo fanno tutti? ti sembra che gli altri si stiano facendo qualche problema?
- non mi importa, senti. non mi interessa degli altri. è di un cattivo gusto allucinante.
- va bene. ok. potevi dirmelo prima di uscire di casa. mi sarei preparata psicologicamente.
- per cosa?
- al fatto che avevi l'irresistibile desiderio di farmi fare brutta figura di fronte ai nostri nuovi vicini!
- oh, per la miseria...
- tipico da parte tua...
- non cercare di farmi sentire in colpa come al solito!
- fa come vuoi. fa come vuoi... possiamo anche andarcene se vuoi. farò una telefonata domani a pranzo per scusarci dell'assenza. dovrò trovare una buona scusa ma ce la farò, sia chiaro. non è la prima volta tra l'altro... no?
- oh Cate, per dio...
- non bestemmiare!
- cristo santo!
- ti ho detto di non bestemmiare!
- stiamo dando spettacolo Cate. come se la cosa non fosse già abbastanza teatrale da sola...
- non incolpare me, santo cielo! pazzesco.
- senti. va bene, ok? per amore della pace. gli stringo la mano anche io, contenta?
- bah!
- e che gli dico?
- come sarebbe a dire "che gli dico?" ?
- che dico a... lì a lui... quando gli stringo la mano?
- non so, cerca di essere gentile. no?
- non sono capace di fare il ruffiano.
- quante storie, Jacob! è un cadavere. credi si possa offendere?

scritto da: antimateria alle ore 30/06/2009 18:48 | link | commenti
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lunedì, 29 giugno 2009

al giorno d'oggi

morto un cristo si libera semplicemente un'altra croce. e chi la vuole la croce?
"io io io io" disse l'asino dopo che il padrone gli ebbe dato un bello schiaffone sulle chiappe. "e come lo mettiamo sulla croce, questo?" si chiesero tutti. ed un rampollo in lontananza urlò "per la carità, lasciate stare la bestia. mi offro io". "chi è 'sto cucciolo?" domandò un vecchietto. "sono il bel bimbo individualista" disse lui.
il bel bimbetto dell'era moderna.
"urca urca urca urca" fecero tutti in coro. "com'è bellino il pargoletto! carichiamolo di peso! che stia ben lassù in piena vista. che i nostri figlioli se lo ammirino per benino, ogni sera e mattino. che d'arrivar alla sua altezza gli darem l'avvenire."
"evviva il frugoletto. evviva il ragazzotto" facean a destra e a manca.
gli si raccolsero attorno "vedrai che bei chiodi", "vedrai che bella croce".
il ragazzino tutto felice, di tanta generosità sorpreso, sempre più bello con le gote rosse rosse....
e intanto l'asino scendea dal Golgozza ripetendo "io io io io io"
il padrone, schiaffeggiandolo "sta zitto, somaro. o ti faccio camminare a quattro zampe come i tuoi simili."

scritto da: antimateria alle ore 29/06/2009 21:20 | link | commenti
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domenica, 28 giugno 2009

sull'amicizia

l'amicizia è un valore assolutamente inconsistente. ma poiché il perbenismo di facciata obbliga a dinamiche dominanti, ben pochi saranno coloro i quali avranno in cuor loro il coraggio di guardare indietro e riconoscersi nel mero e cinico sfruttamento del prossimo.

scritto da: antimateria alle ore 28/06/2009 22:18 | link | commenti
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sogno notturno

un uovo caduto dal nido. un pulcino ne esce a fatica. la madre a terra pure lei, ferita, immersa in uno strano liquido putrefacente. io li raccolgo. li metto dentro ad un piatto di cous cous. la madre si avvicina col becco al pulcino, dilaniandolo. lei si getta giù dal parapetto del piatto e muore. mi sorge il dubbio che non fosse sua madre. io, nel frattempo, disgustato, rifiuto il cibo e mi allontano.
il mio cane urla in lontananza, col bacino schiacciato da un cancello che non lo lascia né uscire né entrare.
tutto attorno a me è lacerato, morente o in putrefazione.
raggiungo il cane, lo abbraccio.
e mi accorgo di esser io che lo stringo in una morsa da cui non riesce a divincolarsi.
lo lascio andare e scappa.

scritto da: antimateria alle ore 28/06/2009 20:11 | link | commenti
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giovedì, 25 giugno 2009

il liquidambar

quando certezze non vorrai in luogo al mistero
mi recherò sotto al liquidambar
quando per questo pendio l'ospitarlo sarà la radice dei nostri desideri
resterò quieto ad attendere il siero delle sue ferite

quando il mezzodì sì legherà alla carezza che discende la montagna
vedrò risplendere tra le foglie il destarsi degli impalpabili frammenti di quest'epoca
quando mai potrai raggiungermi al rifugio dai sospiri che gli strepitano attorno
resterò quieto ad attendere il tempo della nostra caduta

scritto da: antimateria alle ore 25/06/2009 22:32 | link | commenti
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mercoledì, 24 giugno 2009

morto il mio assassino

squasso e mancato. squasso e mancato. e poi ancora. e poi ancora. e poi ancora...
sono i giunti delle rotaie. dove sia stato o dove io stia andando non sono toccati da questo continuo tormento metallico.
l'antica tradizione dell'uomo si è protratta fino a qui. lungo la ferrovia, fino a questo motore che traina bestie con differenti gradi di ignoranza, attraverso paesaggi lasciati in braccio al desolato torrido suolo senza più sangue, ed oscurati ai miei occhi dalle tende chiuse della cabina.
è una tradizione tanto vera quanto corrotta. pagata a qual prezzo?
non c'è una sola anima in questo vagone che predichi morte a questo silenzio.
presto tutto si consumerà inesorabilmente in una nuova stazione. all'ultima fermata. la sensualità di una nuova tappa della frontiera verso ovest. la stagione di una nuova conquista.
tra duecento anni l'America avrà i tratti somatici di un viso apparentemente giovane, solcato da lacrime versate da occhi ben più antichi dell'uomo che per primo ha raggiunto queste terre.
nel gusto salato di quelle lacrime il nostro corpo si disseta ogni giorno, a cercar di stabilire un'appartenenza non ancora del tutto meritata, a sovvertire un rifiuto delle nostre stesse membra, introducendo nel nostro corpo una parte infinitesimale del ricordo ancestrale che riposa sotto il terreno che calpestiamo.
il treno scorre lungo i solchi della raggrinzita pelle che ricopre questo mondo: tutto ciò che soffoca là fuori, oltre il sipario che incombe sul finestrino di questo treno. ed è la pelle del serpente che popola queste valli, temibile prova per i viandanti e le carovane. di quei circa trecento nuovi insedianti che ogni anno giungono fino a queste terre. trecento, tra uomini e donne, con una propensione così istintiva e vorace ad accoppiarsi, figliare e sopravviversi da dare un senso così illusorio alla parola "frontiera". entro breve questo non sarà altro che un altro, ennesimo punto di approdo e ripartenza per pianure e valli ben più al di là delle loro aspettative.
per quel che mi riguarda, quando questo viaggio sarà terminato, potrò finalmente vedere il corpo del mio assassino, rendergli grazie e restargli accanto, per almeno un giorno. solo quello mi è concesso. un giorno appena. dio non voglia che riesca in quel solo giorno a riportarlo in vita ed ucciderlo a mia volta.
questa è la mia storia.

scritto da: antimateria alle ore 24/06/2009 02:43 | link | commenti (2)
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martedì, 23 giugno 2009

ombra, jung, lato oscuro, inferiore, indifferenziato, animo umano

la mia ombra
cucita al mio mancato
nuda e livida guada lo Stige
scarne e prominenti le sue interiora
nel desiderio di evacuazione dal martirio dell'endoscheletro
ci mancherà
nel suo rifiuto
piangeremo la sua parabola afona
rigurgito della nostra virale sopravvivenza


la mia ombra
genetica inconscia di sangue e sperma
vi galleggia, cosparsi i suoi tiranti tendinei
nel suo castigo vi è il ritardo della colpa
protratto nel vettore che la ancora all'alveo del disarmo
affrancato il cibarsi del suo stesso ventre
nessuno saprà dormirne a distanza
fino all'estinzione di massa

scritto da: antimateria alle ore 23/06/2009 14:30 | link | commenti
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lunedì, 22 giugno 2009

dedicata ad Ozma di Oz

"Da-n-da-da-n-da-n-da-da and here I am,
The only living boy in Oz (New York)."


ti trasporti il vento quando sarai stanca
ora che ti svesti per un nuovo regno
dai tuoi legami coi sogni
dolce Ozma,
io sto partendo con poco in tasca
e son poco più che una testa di zucca
mentre rotolo sulle mie ginocchia
lungo il sentiero che il sole rispecchia.
Dolce Ozma,
quali notizie dai tuoi messaggeri?
incontrerò molti punti cardinali
darsi minacciose forme femminili?
Dolce Ozma,
arriverò un giorno se è quello che speri

scritto da: antimateria alle ore 22/06/2009 17:23 | link | commenti (1)
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giovedì, 18 giugno 2009

la crisi economica mina le aspirazioni di ogni coppia

ricevimento ore 15
foglio di presentazione
inchiostro intatto
il mio passato è un presente per il direttore
senza fiocchi o confezione

sottoposti e sorrisi
calma piatta
squilli da taiwan
voci costrette
e fuori continuerà a diluviare

non aspettarmi per cena
non posso ancora permettermi il figlio che volevamo

ho pianto la scorsa notte
senza darti lacrime o singhiozzi
gli oceani che volevo mostrarti dove sono?
grido a voce spenta per non deluderti

grido a voce spenta
vedo il giorno sfuggirmi
col dolore di chieder d'aspettarmi
resto a guardarti nell'oceano dei tuoi sogni

scritto da: antimateria alle ore 18/06/2009 17:26 | link | commenti (1)
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è stato un giorno terribile (per ammettere di amarti) - reprise

caro pubblico,
l'ultima trasmissione via cavo
domani ci annunceranno i vostri sogni
di quali occhi siete schiavi?
e di quale agonia televisiva?

ed ora notizie del giorno
il presidente ha indossato un vestito di trussardi prima di macchiarsi di yogurt al limone
confortanti le dichiarazioni del vicepresidente che ha parlato di una crisi durata solo poche ore

è stato un giorno terribile
ti prego non portarmi nel cuore
è stato un giorno terribile
per favore non baciarmi

un'aranciata
non chiedo altro
investigazioni e crollo delle borse
tutto quanto prenderà il volo con le prossime edizioni

è stato un giorno terribile
ti prego non voglio trucco
è stato un giorno terribile
per favore non aspettarmi per cena

ed ora passiamo alle notizie del meteo
la capitale verrà nei prossimi giorni colpita da un fronte freddo
in arrivo dalla camera da letto di una nota coppia di attori
le agenzie parlano di sette mesi senza rapporti tra i due
venti forti sulle coste più turistiche
calma piatta sui più ostici laghi di montagna

è stato un giorno terribile
ti prego non dormire con me questa notte
è stato un giorno terribile
per favore è difficile ammettere di amarti
è stato un giorno terribile

scritto da: antimateria alle ore 18/06/2009 16:59 | link | commenti
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"ONIRARCHIA"?

sono preoccupato per il tuo tè alla vaniglia, per le tue vacanze estive, per il bollo della tua auto, per la percentuale di cacao puro nella tua cioccolata, per il tuo telegiornale delle 19:30, per il numero di watt della tua autoradio, per il colore dei tuoi capelli

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Utente: antimateria
Nome: Jaakob Friedrich

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